coloratissimo
Trieste: il mare e le piazze
Barcoland: l'isola che non c'era
(di Fabio Fumi. nosepol.com 1999 )
Trieste è una città di 250'000 abitanti síta all'estremo Nord-Est d'Italia, in una posizione geografica eccezionalmente favorevole sia ai commerci che al turismo: il suo clima, sebbene a tratti un po' ruvido, ne fa una località di vacanze ambitissima e a suo modo unica al mondo.
In seguito ad una grave epidemia di encefalopatia coralliforme (piú nota come "mucca saggia") che ne ha decimato i quadri dirigenti, alcuni anni or sono la città si è definitivamente riscossa da una letargia durata quasi mezzo secolo, nel corso della quale essa sembrava avviata a sicura atrofia: invece a causa dei danni permanenti al sistema vessatorio ingenerati dalla malattia, i reggitori sopravvissuti hanno improvvisamente smesso di litigare fra loro per dedicarsi con grande energia e spirito d'iniziativa ai loro compiti istituzionali.
Fra i primi atti della giunta comunale ancor convalescente c'è stato appunto, nel giugno 1999, il decreto con cui si deliberava la realizzazione di un'isola nel golfo di Trieste, síta un miglio al largo del quartiere di Barcola, con finalità turistiche e di rivalutazione del paesaggio.

Non si crea un'isola dal nulla, naturalmente. Tuttavia in un tempo sorprendentemente breve la commissione tecnica preposta ha dato parere favorevole tanto sulla realizzabilità del progetto quanto sulla sua utilità; un successivo referendum fra la popolazione ha indicato per certo che l'isola sarebbe stata bene accolta e gradita alla gran maggioranza dei cittadini - molti dei quali, va osservato, tuttora sofferenti del grave blocco dell'ostruzionismo dovuto all'epidemia.
Nel giro di pochi mesi è stato dato l'avvio alle opere subacquee di posa delle fondazioni, e nel contempo è stato organizzato un sistema di discarica degli inerti grazie al quale ogni singolo metro cubo risultante da opere di scavo, restauro o demolizione attuate nella provincia di Trieste veniva a contribuire alla formazione della nuova isola. In ciò hanno avuto un ruolo di primo piano i materiali di risulta prodotti per effetto dei numerosi decreti della CROE (Commissione per la Rimozione degli Obbrobri Edilizi), grazie ai quali i materiali già costituenti la piscina Bianchi, il Tempio Mariano, il complesso di Rozzol-Melara, il palazzo dell'Anagrafe e molte altre costruzioni ancora, sono divenuti il nerbo e la spina dorsale di Barcoland - come la voce popolare ha battezzato la nuova terra prima ancora che cominciasse ad uscire dalle acque del mare Adriatico.

Due anni piú tardi l'isola aveva già l'attuale forma e dimensione, pur essendo ancor brulla e poco attraente a causa delle sue umili origini. Ma nel progetto originale era già stato previsto di volgere a vantaggio quello che nel periodo pre-epidemico (localmente noto come "i ani dei tiralonghi") era parso un problema insolubile: i rifiuti urbani biodegradabili, pre-cerniti dalle singole famiglie e pagati simbolicamente un centesimo di Euro per ogni cinque chilogrammi, sono stati convogliati sulla nuova isola a formare uno strato uniforme di piú di un metro di spessore. Questo strato, adeguatamente protetto dai venti locali e disseminato con gli appositi fermenti, in pochi mesi si è mutato in un ricco humus che le piogge hanno poi assestato e distribuito formando un suolo fertile nel quale via via venivano messe a dimora piante ed essenze selezionate per estetica, resistenza e vitalità, in maniera da consolidare il terreno e conferirgli un aspetto naturale. Bilancio alla mano, l'ingegnere responsabile del progetto ci ha dimostrato che la spesa destinata all'acquisto dei materiali necessari in aggiunta si è contenuta al di sotto dell'84% di quella originariamente preventivata.

Nel maggio scorso sono state ultimate le costruzioni e l'isola è stata ufficialmente inaugurata e consegnata alla popolazione. Due linee di traghetti la connettono ora alla città e a Barcola; il costo del passaggio è un po' caro (5 Euro a testa, bambini 2), ma non molto piú dell'ingresso ad un qualsiasi stabilimento balneare. Una volta giunti a destinazione si offre agli occhi del visitatore lo spettacolo estremamente gradevole di un'isoletta boscosa su cui piccole costruzioni sparse offrono quanto è necessario a rendere gradevole la giornata. La costa esterna è protetta da grossi massi intervallati da frequenti spiaggette: qui non si è voluto strafare col cemento, forse per espiare i decenni di cemento folle che hanno preceduto l'éra di Barcoland.

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